Orizzonti teorico-metodologici

Lo definisco artigianalmente un approccio ‘compoetico’ per rimandare non solo alle tracce che il confronto e l’integrazione di vari contributi teorici e metodi deposita nel mio linguaggio e nelle mie scelte operative, ma anche al valore che hanno la dimensione del sentire, dell’intuizione e del mistero nel qui ed ora della relazione.

Dal punto di vista teorico-metodologico, mi sono formata al counseling ‘espressivo’ nel solco della tradizione umanistica secondo l’approccio non direttivo di Carl Rogers. Nella declinazione dell’Associazione Progetto Espressione (APE), l’approccio binoculare coniuga lente fenomenologica e lente psiconalitica nella comprensione della persona e della relazione di aiuto. Il counselor è innanzitutto chiamato a farsi testimone di uno stile comunicativo e relazionale di ascolto autentico di sé.

Sensibile alla dimensione complessa, talora caotica, del vivere, eticamente orientata alla cura, mi avvicino più recentemente alla prospettiva sistemica di matrice batesoniana, che valorizza una visione ecologica delle relazioni e sostiene la ricerca e, se necessario, l’uscita dalle cornici interpretative per una più ampia comprensione di ciò che siamo.

Sul piano più scientifico risuono in particolare con l’approccio ‘com-posizionale’ alla cura della Prof.ssa Laura Formenti: imprescindibile posizionarsi consapevolmente dentro le relazioni e valorizzare la dimensione estetica che illumina le connessioni, il pattern che connette (Attraversare la cura, Ed. Erikson, 2009).